[Raminghi del Nord] Incontro n. 18: postmortem

Mae govannen, mellon nin! Bentrovato, amico mio!
🗓 Lo scorso 15 febbraio, si è tenuto il diciottesimo incontro dei Raminghi del Nord, dalle 21:00 alle 23:00 circa, presso il pub “Birra e Gusto” di Cremona.

🤝 Oltre a me, hanno partecipato Alsu, Damiano, Giusy, Joe e Luca, che ringrazio di cuore. Se non hai potuto esserci, non ti preoccupare: speriamo di averti con noi nel prossimo incontro!

📚 Ecco gli argomenti di cui abbiamo parlato:
Scrivere o non scrivere sui libri. Il senso delle scritte sui libri o dell’inviolabilità dei libri. «Un libro senza scritte è come un bosco senza sentieri».
La storia della pubblicazione del racconto Foglia di Niggle di J. R. R. Tolkien.
La lettera 98 a Stanley Unwin (1945). Le notizie sulla pubblicazione di Foglia di Niggle sul Dublin Review e la possibilità di ripubblicarlo in una raccolta insieme alle altre opere brevi di Tolkien. I riferimenti al Silmarillion, a Lo hobbit e a Il Signore degli Anelli.
La lotta quotidiana di ognuno di noi contro la perfezione irraggiungibile. Il motto “l’ottimo è nemico del buono”.
La paura di non arrivare mai alla fine. Il desiderio di lasciare qualcosa di compiuto a questo mondo, una volta morti.
Il viaggio come metafora della vita. Il viaggio che cambia le persone. Il dialogo tra Bilbo e Gandalf ne Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato (Peter Jackson, 2012):
Bilbo: Puoi promettermi che tornerò?
Gandalf: No. E, se farai ritorno, non sarai più lo stesso.
Il mondo secondario come mondo fantastico, un mondo dove rifugiarsi dalla realtà. Tolkien, il primo di noi sognatori a occhi aperti.
Le biblioteche come patrimonio culturale collettivo ignorato dalla società. La possibilità per tutti di leggere senza pagare.
La lettera 96 a Christopher Tolkien (1945):
Una storia deve essere raccontata, o non esiste alcuna storia, eppure le storie più toccanti sono quelle che non vengono raccontate. Penso che Celebrimbor ti colpisca perché trasmette all’istante un senso di infinite storie non raccontate: montagne viste in lontananza, che non saranno mai scalate, alberi distanti (come quello di Niggle) che non saranno mai raggiunti; o se lo saranno, sarà solo per diventare “alberi vicini” (tranne che in Paradiso o a Niggle’s Parish).
Una riflessione sul mondo di Tolkien: un mondo meno frenetico del nostro, in cui era ancora possibile trovare il piacere di scriversi delle lettere con contenuti di spessore. Il paradosso di avere molta facilità di scriversi e di usarla per generare soprattutto rumore di sottofondo.
Un parallelismo tra il personaggio di Niggle e Tolkien. Niggle è super umile, al punto che viene da chiedersi se Tolkien fosse consapevole di quanto valesse e di quanto avesse già fatto. Resta il fatto che, nel 1945, egli non aveva scritto che Lo Hobbit e la sensazione che non sarebbe mai arrivato alla fine delle sue opere maggiori era, per lui, molto concreta.
Il caso della serie La Torre Nera di Stephen King, iniziata a puntate nel 1978, da trentunenne, e conclusa solo nel 2012, da sessantacinquenne. Anche questa poteva essere una “Foglia di Niggle”.
Il caso de Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin. La pressione che un autore sente addosso nel completare la sua opera e il suo diritto di non completarla mai.
Commento al trailer della serie TV Gli Anelli del Potere, prodotta da Amazon e in uscita per settembre 2022.
Discussione se sia giusto o meno aver scritturato degli attori che non corrispondono alle descrizioni fisiche dei popoli di cui Tolkien parla nelle sue opere.
L’effetto patinato (troppo?) delle immagini del trailer della serie TV di Amazon.
Il desiderio di Tolkien di aprire la possibilità ad altre persone di partecipare alla sottocreazione di storie nel suo universo immaginario.
Essere fedeli o essere inclusivi? A volte si ha l’impressione che si cerchi il pelo nell’uovo del canone pur di giustificare l’inclusività degli attori nelle serie TV, mentre basterebbe dichiarare apertamente di aver fatto di tutto per essere inclusivi anche in deroga al canone.
Il rischio insito nel voler accontentare tutti: finire per non accontentare nessuno.
Il rischio che la serie venga cancellata subito per colpa dei commenti negativi che potrebbero seguire ai primi episodi.
La delusione cocente inflitta ai fan dalla serie TV de Il Trono di Spade. Eppure anche lì c’erano cose positive difficili da dimenticare.
L’inclusione fatta bene. Il caso del finale della seconda stagione di The Mandalorian, nella quale c’è una sequenza con quattro donn che sono inserite in maniera naturale nella narrazione come personaggi che sanno il fatto loro.
Il racconto L’ultima foglia di O. Henry. Contiene forse una citazione a Foglia di Niggle?

🖼 Lo scorso 26 febbraio alcuni di noi hanno presenziato all’inaugurazione della mostra I giovani: la pittura, l’arte e la cultura, presso il centro culturale Agorà del comune di Castelverde (CR), nella quale Giusy Salcuni ha esposto (anche) alcuni suoi lavori a tema tolkieniano. La mostra resterà aperta fino al 19 marzo e ti invito ad andarla a visitare.
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Meneg suilad, tanti saluti,
Daniele Di Rubbo


