[Raminghi del Nord] Incontro n. 12: postmortem

Mae govannen, mellon nin! Bentrovato, amico mio!
🗓 Lo scorso 4 agosto, si è tenuto il dodicesimo incontro dei Raminghi del Nord, dalle 21:00 alle 23:00 circa, presso il pub “Birra e Gusto” di Cremona.

🤝 Oltre a me, hanno partecipato Alsu, Joe e Luca, che ringrazio di cuore. Se non hai potuto esserci, non ti preoccupare: speriamo di averti con noi nel prossimo incontro!

📚 Ecco gli argomenti di cui abbiamo parlato:
Gli Alberi di Amazon. La prima immagine rilasciata come anteprima della serie The Lord of the Rings di Amazon mostra i due Alberi sullo sfondo: Telperion e Laurelin. Ma qual è la città che si intravede? Tyrion? Valmar? Più probabilmente la seconda, ma siamo anche aperti ad altre interpretazioni.
Tolkien, amico degli alberi. L’ultima foto che abbiamo di Tolkien lo ritrae, a un mese dalla sua morte, appoggiato al suo albero preferito a Oxford, un esemplare di black pine (Pinus nigra).
Gli alberi genealogici. Uno strumento fondamentale in mano agli studiosi di storia, ma del quale anche Tolkien fa uso.
LotR Project. Un sito dedicato agli alberi genealogici del legendarium.
Ma The History of Middle-earth arriverà mai in italiano? Storia di un gruppo di appassionati che non perde la speranza.
“Game of Alliata”. La vexata quaestio della traduzione italiana. Il punto della situazione.
Storia dell’Albero Bianco di Gondor. Dagli Alberi di Valinor alla rinascita, sulle pendici del Mindolluin, alla fine della Terza Era.
Un amore travagliato. Aragorn, Éowyn, Finduilas, Arwen. Storia dei possibili interessi romantici di Aragorn.
L’amore di Tolkien per gli alberi. Nell’intervista del 1968 fattagli dalla BBC, Tolkien parla a lungo del suo amore per gli alberi. Nella lettera 165 esprime dispiacere per quando gli alberi vengono maltrattati.
La preoccupazione di Yavanna per gli alberi in Silmarillion, 2 (“Di Aulë e di Yavanna”). Ella si rammarica che gli alberi non possano né difendersi né parlare.
Il carattere delle foreste. Negli scritti di Tolkien le foreste sono tantissime e ciascuna ha il suo carattere distintivo.
Morte e nascita di un albero (non tanto) comune. L’albero dal quale Bilbo fa il suo discorso di compleanno viene poi abbattuto da Saruman e dai suoi tirapiedi alla conquista della Contea. Sam userà la terra e il seme di mallorn donatigli da Galadriel per far nascere un nuovo albero al posto di quello vecchio.
Il lembas donato alla Compagnia dagli Elfi di Lothlórien è conservato nelle foglie di mallorn.
Gli alberi di Vallenwood. Nell’universo fantastico di Dragonlance, la città di Solace è tutta costruita sui maestosi alberi di Vallenwood, un palese riferimento ai mellyrn della foresta di Lothlórien.
Gli alberi in guerra. La maestosità degli Ent, che decidono “inaspettatamente” di scendere in guerra contro Isengard.
Alberi fuori dal tempo. La neutralità di Barbalbero e la vita degli alberi, centenaria se non millenaria, che li colloca fuori dal tempo dei comuni mortali.
Coloro che parlano. Il nome quenya degli Elfi, Quendi, significa “coloro che parlano”. La loro prima parola fu ele! (“guardate!”), riferita alle stelle.
Quale libro leggere prima? Consigli a un nuovo appassionato di Tolkien. Lotta all’ultimo sangue col coltello tra i denti tra i Raminghi del Nord. Scherzo.
Ammiratori e scimmiottatori. Terry Brooks, Stephen King, George R. R. Martin, ecc. Breve discussione sui sommersi e sui salvati.
Ma Tolkien era ottimista o pessimista? O, forse, realista? Sostenitori dell’una e dell’altra tesi.
Il finale dolceamaro de Il Signore degli Anelli.
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