[Raminghi del Nord] Incontro 43: retrospettiva
Mae govannen, mellon nin! Bentrovato, amico mio!
🧝 Lo scorso 6 febbraio, si è tenuto il quarantatreesimo incontro dei Raminghi del Nord, dalle 21:00 alle 23:00 circa, presso il bar-trattoria La Cossa di Casalbuttano (CR).
🤝 Se non hai potuto esserci, non ti preoccupare: speriamo di averti con noi nel prossimo incontro!

📚 Ecco gli argomenti di cui abbiamo parlato:
Presentazione di Stefano. Quando faceva lo scout, un suo amico stava leggendo Il Signore degli Anelli e gliene ha parlato; la partecipazione a un campo scout a tema e la lettura de La Compagnia dell’Anello, appena prima che uscisse il film di Peter Jackson.
Daniele (e Luca) conducono un excursus storico-geografico su Mordor, dalla Prima Era alla Quarta.
Gandalf ha sbagliato strada per andare verso Mordor? Discussione su tutti i percorsi possibili e sul perché non passare le Montagne Nebbiose molto più a nord, a est di Gran Burrone, come nel tragitto fatto per andare alla Montagna Solitaria ne Lo Hobbit.
Gandalf aveva idea di come arrivare a Mordor? Sembrerebbe di no, e che non ci fosse mai stato prima.
Cremona come rappresentazione dei Tumulilande nel mondo reale.
Dovremmo fare una maglietta con sopra la scritta “Make Mordor great again” (oppure no?).
La strada degli Esterling verso Mordor. Nel film Il ritorno del re, si vedono degli Esterling arrivare dalla destra del nero cancello, ossia dall’Ithilien. Da dove venivano davvero questi Esterling? e perché sono passati proprio dall’Ithilien?
Le indiscrezioni sulla serie TV Gli Anelli del Potere, stando alla pagina Instagram @glianellidelpotere.
L’uscita del film di animazione The Lord of the Rings: The War of the Rohirrim prevista per il 13 dicembre 2024. Come mai non è ancora uscito un trailer?
Luca ha letto e consiglia Le lettere di Babbo Natale di Tolkien.
Daniele F. ci mostra il libro Christina Scull, Wayne G. Hammond, J.R.R. Tolkien. Artista e illustratore, Bompiani, Milano, 2024.
Tolkien e l’amore per gli animali.
L’intelligenza animale: il test dello specchio. I cani e i gatti non riescono a riconoscersi allo specchio, ma le formiche sì.
La bufala sulla parola fuck in inglese, come acronimo per Fornication Under Consent of the King.
Le conferenze su Tolkien, e le tematiche e le riletture da parte dell’universo queer, specie nei paesi anglosassoni.
Critiche e difese verso J.K. Rowling per le sue posizioni e le sue esternazioni (l’eterno ritorno).
L’autore come “dittatore” o “servo” della sua opera. Discorsi sulla genesi delle opere, sulla loro creazione a partire dal finale o viceversa.
L’approccio inclusivo di Rick Riordan nelle sue opere. Il suo benestare all’inclusione, nella serie TV ispirata ai suoi romanzi, di attori non corrispondenti alle descrizioni originali presenti nei romanzi.
Tolkien e la critica al cristianesimo come cancellatore delle culture precristiane.
Tecnicizzazione e strumentalizzazione dei miti da parte delle ideologie politiche estremiste.
Mordor, la “terra nera” e il parallelismo con la visione della terra desolata sperimentata durante la battaglia della Somme (1916). La descrizione della pianura di Dagorlad: le montagne descritte come trincee e gli Orchi come i soldati tedeschi della prima guerra mondiale.
L’ampio spazio dedicato alla descrizione delle battaglie nell’opera di Tolkien
Mordor come simbolo della modernità e della devastazione della prima guerra mondiale, mentre l’antichità, in Tolkien, è sempre descritta con grandezza e riverenza.
L’immagine dei soldati. Fino all’Ottocento, i soldati portavano i baffi lunghi, simbolo di virilità, mentre con la prima guerra mondiale, e l’uso massiccio delle maschere antigas, diventa necessario radersi e nasce la nostra visione del soldato come della persona che si rade per antonomasia.
La guerra come motore primo del progresso tecnologico delle nostre società. Il caso dell’energia (e dell’arma!) atomica.
Il prologo de Il Signore degli Anelli.
La Contea e il parallelismo con l’Oxfordshire. I pregi e i difetti: l’ambiente bucolico e la ristrettezza mentale.
Mordor vista come la Londra del tempo di Tolkien.
Isengard descritto come un giardino, un tempo bellissimo, ora distrutto dall’industria.
La distruzione della Contea. Un ambiente bello e naturale contaminato da un’industria che non serve a niente.
I centri industriali dell’Inghilterra degli anni Sessanta: Manchester e Birmingham.
La “notte artificiale” causata dall’inquinamento a Londra negli anni Settanta.
L’Anfauglith – la pianura desertica che, nella Prima Era, si estendeva a nord del Dorthonion fino ai cancelli di Angband – come antecedente di Mordor nel legendarium.
L’eterno ritorno delle parole di Tolkien sulla dicotomia tra allegoria e applicabilità. Torniamo ancora un volta su di esse per analizzarle e farle nostre.
La scena del film Le Due Torri in cui Saruman davanti ai suoi eserciti di Uruk-hai è rappresentato come Hitler alle parate militari.
La spontaneità dell’autore. Tolkien e la rivendicazione della libertà dell’autore di scrivere senza un intento eminentemente ideologico.
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Meneg suilad, tanti saluti,
Daniele Di Rubbo




