[Raminghi del Nord] Incontro n. 40: postmortem
Mae govannen, mellon nin! Bentrovato, amico mio!
🧝 Lo scorso 7 novembre, si è tenuto il quarantesimo incontro dei Raminghi del Nord, dalle 21:00 alle 23:00 circa, presso il bar-trattoria La Cossa di Casalbuttano (CR).

🤝 Hanno partecipato: Alsu, Daniele D.R., Daniele F., Davide D., Davide T., Lorenzo S., Lorenzo T., Luca, Miriana e Joe. Se non hai potuto esserci, non ti preoccupare: speriamo di averti con noi nel prossimo incontro!

📚 Ecco gli argomenti di cui abbiamo parlato:
Le imprese lucchesi di Luca: si è comprato anche la spada del Re Stregone di Angmar.
Presentazione di Davide T. Non è un super appassionato di Tolkien: conosce i film di Peter Jackson, ha iniziato a leggere i libri, ma non li ha finiti. La passione generale per il fantasy e per la rievocazione storica medievale.
Presentazione di Lorenzo T. Ha letto Il Signore degli Anelli alle medie, su consiglio della professoressa di Lettere, poi è passato al fantasy e ai giochi di ruolo.
Gandalf: un Grigio Pellegrino senza casa nella Terra di Mezzo (ma a Valinor).
La casa di Radagast: Rhosgobel.
La Gran Burrone dei disegni di Tolkien rappresenta una casa, tutto sommato, molto semplice.
Chi vuole vivere nella Contea? Torna il tormentone sul “lato oscuro” della Contea: persino Bilbo, Frodo e Sam se ne vanno.
Gondor: una città grande e viva. Sarebbe bello viverci? Una specie di Milano della Terra di Mezzo.
La casa ideale di Alsu: Gran Burrone.
La casa ideale di Lorenzo S.: la Contea.
La planimetria di una casa hobbit: un caso di open space.
La casa hobbit come specchio dello stile di vita degli Hobbit: semplice, spartana, chiusa.
L’incipit de Lo Hobbit e la parola chiave “comfort”.
All’inizio de Il Signore degli Anelli, Tolkien dice che, sotto le colline, vivevano solo gli Hobbit molto ricchi o quelli molto poveri.
Il mito della casa sotto la collina hobbit: persino le case fuori dalle colline sono fatte sul modello di quelle sotto le colline.
Il saggio All the Comforts: The Image of Home in The Hobbit & The Lord of the Rings (Wayne G. Hammond, 1987). Tolkien come maestro delle descrizioni, perché dà delle indicazioni evocative senza vincolare eccessivamente l’immaginazione del lettore.
Avere una casa è davvero segno di stabilità? Gandalf non ha una casa, ma è un personaggio molto “centrato”; Bilbo ha una casa, ma ha un disagio dentro che lo porta a lasciarla.
Il lato oscuro della Contea come lato oscuro di tutte le piccole realtà di paese, con grandi legami personali, ma anche tante invidie e malelingue.
Foglia di Niggle: l’ossessione di Tolkien per l’incompiutezza, l’inconcludenza, e il sentore di non aver mai fatto nulla di buono e duraturo.
Tolkien e le sue opere. L’annosa questione dell’allegoria e dell’applicabilità. Possiamo legittimamente chiedere a un autore di disinfettarsi dal proprio contesto storico-culturale?
La guerra di Tolkien. Il rapporto di Tolkien con le due guerre mondiali, e lo strascico che queste hanno avuto sulla sua esperienza di vita e sulle sue opere.
Una domanda: qual è la parte di sé che Tolkien non mette nelle sue opere?
Tolkien e la destra. Breve storia e confronto sui “Campi Hobbit” in Italia.
False allegorie. Le Aquile di Tolkien lette come allegoria dell’intervento americano nella seconda guerra mondiale.
Cartine sbagliate. Per diverse ristampe, l’edizione de Lo Hobbit pubblicata da Bompiani nel 2012 ha avuto la cartina della vecchia edizione Adelphi, con tanto di vecchia traduzione, non corrispondente a quella presente all’interno del volume.
La casa ideale di Joe: la Contea.
Le ricostruzioni della Contea presenti in Inghilterra.
Un dilemma da Nani: meglio vivere a Moria o a Erebor?
Un consiglio di ascolto: l’audiolibro de Il Signore degli Anelli letto da Abramoon su YouTube.
La casa di Tom Bombadil: una casa “particolare”.
La casa ideale di Lorenzo T.: Rohan. Una via di mezzo tra il mondo norreno e la steppa sconfinata.
La casa di Daniele F.: Minas Tirith, nella Seconda Era; Un simbolo di forza e di grandezza.
La casa di Daniele F. (qui bara dicendone una seconda): Gondolin.
La Casetta del Gioco Perduto di Eriol nei Racconti ritrovati. Lo stacco stilistico rispetto al Silmarillion e la fatica nella lettura da parte di Daniele D.R.
Eriol come nome alternativo di Ælfwine, il mitico marinaio anglosassone del IX secolo.
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Meneg suilad, tanti saluti,
Daniele Di Rubbo



